GRANI DURI ANTICHI SICILIANI

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grani duri antichi siciliani sono una serie di 52 varietà di grani autoctoni della Sicilia, delle 291 presenti in Italia nel 1927.

Sono grani per la gran parte scomparsi perché poco adatti ad una coltivazione intensiva, con processi meccanizzati e largo impiego di fertilizzanti. Inoltre, hanno rese per ettaro più basse rispetto alle più diffuse coltivazioni di frumento delle varietà moderne.

Una ricerca condotta da ricercatori della Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia di Caltagirone  ha rilevato importanti differenze tra alcune varietà di grani duri antichi siciliani e moderne varietà di grani duri.

Le moderne varietà hanno mostrato una resa  più elevata, specie in regime di coltivazione convenzionale. Tuttavia, in regime di coltivazione biologica, i grani antichi mostrano una resa paragonabile ai grani moderni.

Fino agli anni ’60 tutte le varietà di grano duro erano caratterizzate da una taglia molto alta, mediamente da 140 a 180 cm, che le rendeva fortemente soggette agli allettamenti, cioè al ripiegamento della pianta fino a terra. L’allettamento arrecava gravi danni alla coltura, sia in termini quantitativi che qualitativi.
Tuttavia la taglia elevata garantiva un migliore accesso alla risorsa luce, a scapito delle erbe infestanti generalmente più basse, e questo consentiva di effettuare minori trattamenti con la realizzazione di un prodotto di migliore qualità.

Negli anni ’60, il grano fu sottoposto ad un’azione di selezione delle varietà basse, che potevano così concentrare le risorse energetiche su una spiga dalla resa maggiore piuttosto che su un fusto e un apparato fogliare  più sviluppati.

Con questo processo si ottengono tuttavia delle piante che mancano dell’adattamento all’ambiente: una qualsiasi specie vivente tende ad adattarsi al suo ambiente  attraverso il processo evolutivo per selezione naturale.  Qualsiasi essere vivente si riproduce in misura maggiore alle risorse disponibili e pertanto entra in competizione sia con altre specie sia con altri individui della sua specie. La variabilità naturale che caratterizza gli individui consente, a quelli che presentano caratteri vantaggiosi, di avere un migliore accesso alle risorse e un maggior successo riproduttivo.  Le caratteristiche che conferiscono un qualsiasi vantaggio si fissano nelle popolazioni, che sviluppano in conseguenza di ciò un maggior adattamento all’ambiente. Questo fenomeno, che si verifica naturalmente e nei tempi lunghi fra un essere vivente e il suo ambiente, viene completamente a mancare quando si introduce una specie in un ambiente nuovo o, a maggior ragione, quando si ottengono nuove varietà in modo artificiale.

In agricoltura, la scelta di varietà  non autoctone ai fini di un maggior ritorno economico, comporta dei costi ambientali notevoli.  La scelta di varietà non adatte all’ambiente di coltivazione porta l’uomo a cercare di adattare l’ambiente alle varietà agricole, attraverso una forte intensificazione dei trattamenti. A fronte dei vantaggi legati alle alte rese, le varietà basse hanno bisogno di una maggiore quantità di trattamenti con fitofarmaci, diserbanti e fertilizzanti. Questo tipo di agricoltura ha pertanto manifestato nel tempo i suoi gravi limiti, sia in termini di danno ambientale, sia di danno alla salute degli operatori e dei consumatori.

TIPOLOGIE DI GRANO PRESENTI NEL TERRITORIO MADONITA

  • Russello o Priziusa
  • Nero delle Madonie
  • Maiorca
  • Senatore Cappelli
  • Perciasacchi
  • Timilia o Tumminia