GRANI DURI E DIETA MEDITERRANEA

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I grani duri e la Dieta Mediterranea, strumenti di prevenzione primaria

Siamo veramente ciò che è scritto nei nostri geni o possiamo influenzare la loro espressione con il nostro stile di vita?

Il termine dieta mediterranea è stato coniato dagli americani agli inizi degli anni ’60. Tutto comincia alla fine della seconda guerra mondiale, quando il medico americano Ancel Keys si accorse che le popolazioni povere di alcune zone dell’Italia meridionale presentavano un tasso di mortalità dovuto a malattie cardiovascolari molto inferiore rispetto alla popolazione americana.

Gli scienziati ipotizzarono che questo fenomeno fosse correlato alle abitudini alimentari dell’area mediterranea: venne effettuato uno studio epidemiologico su vasta scala che confermò questa ipotesi e la dieta mediterranea venne eletta a strumento di prevenzione delle malattie cardiovascolari. Negli anni ’50 il prof. Ancel Keys fu tra i promotori del Seven Countries Study, uno studio comparativo dei regimi alimentari di soggetti di età compresa tra i 40 e i 59 anni per un totale di 12.000 casi, in sette paesi di 3 continenti  (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Jugoslavia).

Nel 2010 il concetto di dieta mediterranea è stato inserito dall’UNESCO nella Lista dei patrimoni culturali immateriali dell’Umanità.

ALIMENTAZIONE PREVENTIVA

I GRANI DURI ANTICHI SICILIANO E IL RITORNO ALLE ORIGINI DELLA VERA DIETA MEDITERRANEA

Negli ultimi anni, da diversi studi scientifici è emerso il ruolo preponderante dell’alimentazione sulla eziopatogenesi di alcune forme tumorali nonché sulle malattie cardiovascolari e sul diabete di tipo II. Per quanto riguarda la malattia oncologica, diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che oltre il 30% dei tumori è associato al tipo di alimentazione seguita e che un consumo di cibi sani fin dalla più giovane età si accompagna a una più bassa incidenza della malattia. Questo dato è stato confermato anche dal grande studio europeo EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), avviato circa 20 anni fa con  l’obiettivo di studiare i rapporti tra dieta, fattori ambientali e stili di vita con l’incidenza di cancro e di altre malattie croniche. Lo studio EPIC, condotto su più di 500.000 individui all’interno dell’Unione Europea, ha dimostrato che l’elevato consumo di vegetali, a fronte di un limitato apporto di proteine di origine animale, è un elemento determinante fin dalla più tenera infanzia. Un ritorno alle origini della vera dieta mediterranea, a base di verdure e frutta di stagione, cereali integrali e legumi, pesce azzurro, olio di oliva, frutta secca, limitato consumo di carne e latte, riduzione significativa di tutti gli insaccati, sostituzione dello zucchero comune e della farina 00 con zuccheri a basso indice glicemico, come lo zucchero integrale di canna, e le farine molite a pietra che conservano tutte le proprietà e i principi attivi del chicco intero del cereale, sono i canoni su cui si fonda il concetto di ALIMENTAZIONE PREVENTIVA.

I grani duri antichi siciliani hanno mostrato di avere importanti proprietà salutistiche e risultano a pieno titolo elemento di prevenzione nell’ambito dell’alimentazione.

Le graminacee  producono semi detti cariossidi che hanno una struttura composta da tre parti: l’endosperma interno amidaceo, il germe o embrione e la crusca esterna, che forma uno strato protettivo intorno al chicco. I cereali integrali sono una fonte di carboidrati complessi, di fibre alimentari, di minerali e di vitamine del gruppo B.